Aggiornamento valori catastali conseguenze a livello fiscale

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Aggiornamento valori catastali conseguenze a livello fiscale

Se la riforma del Catasto 2017 sarà approvata si dovranno attuare alcuni cambiamenti tra i quali figura un aggiornamento valori catastali a cui si andranno ad associare delle conseguenze a livello fiscale, quindi alcuni cittadini si ritroveranno nella condizione di dover pagare delle tasse più alte, mentre altri pagheranno di meno, rispetto ai valori catastali attuali, che negli ultimi 40 anni non sono stati aggiornati. Per quanto riguarda il calcolo della rendita catastale si ipotizza che dovrebbe avvenire sulla base della superficie che verrà valutata in metri quadrati, in relazione ad altre caratteristiche possedute dal bene immobiliare (per esempio la presenza o meno di balconi, il piano, la collocazione urbana). Dovrebbe poi essere sostituito il criterio di determinazione della rendita fino ad oggi preso come misura che prevedeva la considerazione del numero di vani di cui è composto un bene immobiliare, si otterrà così una diversa rendita catastale degli immobili valutata con dei nuovi criteri rispetto ai parametri vigenti prima della definitiva approvazione della riforma catastale. Si stima che le rendite aumenteranno in modo significativo con valori che finiranno per raddoppiare, ma questo incremento sarà compensato con la revisione delle aliquote IMU, IRPEF, IVA. Maggiori notizie si trovano su Il governo torna a parlare di riforma del catasto.

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I possibili incrementi di tipo fiscale

aggiornamento valori catastali conseguenze a livello fiscale

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In base al nuovo disegno di legge sulla riforma del Catasto è prevista inoltre la revisione delle categorie catastali, in base al testo attuale della riforma del Catasto 2017, salvo modifiche da parte del Parlamento, innanzitutto cambieranno alcune delle attuali categorie di abitazioni quali: A1 (di tipo signorile), A2 (di tipo civile) e A3 (di tipo economico) che dovrebbero essere soppresse per essere sostituite da una sola categoria identificata dalla lettera “O”, che sta per ordinarie a definire il tipo di abitazioni ordinarie. Gli aumenti preventivati dalla riforma potrebbero essere diversi a seconda della città o del paese in cui è sito il bene immobiliare, in particolare saranno probabilmente i proprietari delle seconde case a pagare di più, inoltre gli incremento sono previsti anche per i proprietari di immobili nei centri storici, così come per coloro che costruiscono delle ville sui fondi rustici.

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