Beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

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Beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

Il sistema di gestione dei beni e la strutturazione dell’Agenzia nazionale per la destinazione dei beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata risponde direttamente a quanto prescritto dal Codice antimafia. Il procedimento di destinazione dei beni confiscati chiama in causa dapprima il tribunale che ha adottato il provvedimento di sequestro, nel quale vengono nominati il giudice delegato alla procedura ed un amministratore giudiziario che dovrà tutelare la totale conservazione dei beni sequestrati e valorizzarli; in seguito si procede con l’adozione del decreto di confisca di primo grado con amministrazione dei beni confiscati da parte dell’Agenzia nazionale; infine viene emesso il decreto di confisca definitivo che implica il controllo totale dei beni da parte dell’Agenzia nazionale a cui spetta la loro amministrazione, entro poi novanta giorni l’Agenzia nazionale deve provvedere a destinare gli immobili. Per maggiori informazioni su tale argomento si consiglia la lettura di: http://www.salvisjuribus.it/beni-confiscati-alla-criminalita-il-codice-antimafia-e-lanbsc-tra-criticita-e-proposte-di-modifica/.

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Opzioni di destinazione

Beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

Beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

I beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata possono essere mantenuti al patrimonio dello Stato per assolvere a delle finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile, per gli immobili che presentano i requisiti necessari si possono scegliere degli impieghi di tipo istituzionale facendo da sede per diverse amministrazioni statati. I fabbricati confiscati alla mafia possono anche essere mantenuti all’interno del patrimonio statale, attraverso poi la diretta autorizzazione da parte del Ministro dell’Interno possono essere utilizzati per assolvere a delle precise finalità economiche. Si può anche prevedere il trasferimento di un fabbricato sequestrato alla criminalità di stampo mafioso al patrimonio del comunale ove o della Provincia o della Regione in modo da diventare la sede di organizzazioni che operano nel settore istituzionale o sociale. In base a quanto sancito dalla disciplina del Codice antimafia i beni aziendali sono soggetti ad un diverso destino, visto che non vengono trasferiti agli enti territoriali ma vengono inclusi nel patrimonio dello Stato, possono essere destinati alla locazione, a patto però che si prosegua l’attività commerciale precedentemente svolta nel locale oppure venga favorita la sua ripresa; possono inoltre essere venduti a soggetti richiedenti tenendo ben presente che il prezzo da pattuire non dovrà risultare inferiore alla cifra stabilita dalla stima dell’Agenzia. Un’altra opzione di destinazione consiste nella messa in liquidazione, valutando la possibilità di ottenere così un vantaggio di tipo pubblico oppure una forma di  risulti di risarcimento nei confronti delle vittime dei reati di stampo mafioso.

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