Nuove classificazioni immobiliari

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Nuove classificazioni immobiliari

L’imminente riforma del Catasto prevede delle nuove classificazioni immobiliari: attraverso delle modifiche verrà data maggiore importanza alla destinazione d’uso del bene immobiliare. Da quanto preannunciato dalla riforma si dovrà fare una distinzione tra una sezione ordinaria ed una speciale tenendo conto di alcuni dati distintivi quali: le destinazioni d’uso dell’immobile, le condizioni economiche e sociali del contesto urbanistico. Tra i cambiamenti in programma vi è anche la definizione di nuovi meccanismi per il censimento degli immobili di valore storico ed artistico ubicati nei centri storici, da cui dipendono maggiori impegni per le opere di manutenzione e conservazione rispetto ad altre categorie di bene immobiliari. La nuova riforma del Catasto concede un ruolo più attivo alle amministrazioni comunali che dovranno intensificare gli sforzi per ricercare gli immobili che non sono stati accatastati regolarmente o che risultano essere immobili fantasma, avvalendosi di specifici strumenti informatici per effettuare rivelelazioni di tipo satellitare. Attraverso questo controllo più accurato da parte dei Comuni si mira ad identificare non solo i fabbricati rurali, non censiti catastalmente, ma anche i terreni agricoli, tra le altre categorie immobiliari che saranno maggiormente interessati dalla riforma ci sono i caseggiati dei centri storici iscritti alla categoria catastale A4 (case popolari) ed alla categoria catastale A5 (ultrapopolari). Altre informazioni su: http://www.visureitalia.com/smartfocus/riforma-catasto-2018-nuove-classificazioni-immobiliari/.

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La centralità del valore commerciale di un fabbricato

nuove classificazioni immobiliari

nuove classificazioni immobiliari

La riforma del Catasto trova un punto fondamentale nella rivisitazione delle rendite catastali degli immobili con lo scopo principale di andare a modificare il valore commerciale che costituirà un elemento di riferimento nell’ambito della compravendita immobiliare. Si ipotizza che la riforma del Catasto riaffermerà la centralità del valore medio di mercato, che verrà stabilito dall’Agenzia delle Entrate utilizzando uno specifico algoritmo che tiene conto di diversi fattori rilevanti, tra i quali: l’ubicazione dell’unità immobiliare, l’anno di costruzione, il pregio artistico di cui gode il fabbricato.

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