Riforma del catasto: valore patrimoniale

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Riforma del catasto: valore patrimoniale

Tra le vecchie questioni che il Governo dovrà affrontare vi è anche l’attuazione della riforma del catasto, annunciata sul finire della scorsa legislatura che ha dovuto affrontare una condizione di stallo dovuta al mancato proseguo nella scelta delle soluzioni da intraprendere. Da quanto previsto dalla nuova riforma si evidenzia una convergenza tra fisco e mercato, ma poi è sorto un ostacolo relativo all’applicazione delle aliquote attualmente in vigore se non si vuole ulteriormente perggiorare la condizione economica dei cittadini italiani. Tra le possibili opzioni di scelta che si dipanano dinanzi vi è la possibilità di mantenere lo scenario attuale che prevede la valutazione di estimi in vigore ormai da pià di trenta anni, in alternativa si potrà intraprendere la strada delle modifiche attraverso il ricorso a dei correttivi che permetteranno di applicare dei nuovi valori sostenibili. Si ipotizza dunque un cambiamento relativo alla base imponibile per le tasse sul mattone con passaggio dalla rendita catastale alla considerazione del valore patrimoniale di un bene immobiliare. Tra i criteri che verranno valutati per dare valore agli immobili ci sarà dunque la base imponibile per le tasse sugli immobili, prendendo in considerazione il valore patrimoniale, in modo da poter garantire la non variazione del computo relativo alle imposte erariali e locali. Per approfondimenti: https://quifinanza.it/fisco-tasse/riforma-del-catasto-stangata-in-arrivo-sugli-immobili-tasse-cinque-volte-piu-alte/182436/.

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Riduzioni immobili di interesse storico-artistico

riforma del catasto

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Stando a tale ipotesi quindi la nuova riforma del castasto determinerà un significativo cambiamento per quanto riguarda il valore delle case nelle grandi città, che è destinato ad essere incrementato a cui corrisponderà un aumento delle tasse sugli immobili. Qualora le tasse sugli immobili venissero calcolate sui valori di mercato, gli imponibili fiscali subirebbero una sostanziale crescita, si ipotizza infatti un aumento raddoppiato in periferia e di cinque volte più alto nelle zone del centro cittadino. Un altro provvedimento che probabilmente verrà convalidato riguarda le riduzioni per gli immobili di interesse storico-artistico tenendo conto di un aeguamento dei valori patrimoniali e delle rendite sulla base di un parametro che premia la misura dell’equità.

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